{"id":3179,"date":"2018-09-16T14:44:29","date_gmt":"2018-09-16T14:44:29","guid":{"rendered":"https:\/\/giuliazappa.net\/stefano-boeri-ci-ripensa-la-xi-edizione-del-triennale-design-museum-non-chiudera-in-anticipo\/"},"modified":"2018-09-16T14:44:29","modified_gmt":"2018-09-16T14:44:29","slug":"stefano-boeri-ci-ripensa-la-xi-edizione-del-triennale-design-museum-non-chiudera-in-anticipo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/giuliazappa.net\/en\/stefano-boeri-ci-ripensa-la-xi-edizione-del-triennale-design-museum-non-chiudera-in-anticipo\/","title":{"rendered":"Stefano Boeri ci ripensa. La XI edizione del Triennale Design Museum non chiuder\u00e0 in anticipo"},"content":{"rendered":"

Una lettera firmata da Alessandro Mendini insieme a 27 esponenti del sistema design italiano riporta a pi\u00f9 miti consigli Presidente e Direttore dell\u2019istituzione di viale Alemagna. Che ritirano la chiusura anticipata di \u201cStorie\u201d, l\u2019undicesima \u2013 e ultima \u2013 edizione del \u201cmuseo mutante\u201d<\/strong><\/p>\n

Inaspettata, inusuale, \u201cirrituale\u201d. Era stata questa la reazione pi\u00f9 o meno unanime al comunicato stampa che la Triennale di Milano aveva diffuso il 30 agosto, rendendo noto con linguaggio assai stringato che la XI edizione del Triennale Design Museum Storie \u2013 a cura di Vanni Pasca, Manolo de Giorgi, Raimonda Riccini, Maddalena della Mura e Chiara Alessi, sotto la direzione dell\u2019allora Direttore del Triennale Design Museum Silvana Annicchiarico \u2013 si sarebbe chiusa con quattro mesi di anticipo rispetto alla sua scadenza naturale.
\nPerch\u00e9 far terminare cos\u00ec anticipatamente un\u2019esposizione che, da oltre dieci, accompagna il suo pubblico per una durata di circa nove mesi? E perch\u00e9, soprattutto, non informare preventivamente il vasto network di curatori, personalit\u00e0 e aziende che per quella mostra si erano impegnati e spesi? La necessit\u00e0 di rottamare quanto prima il passato (la squadra di Boeri in Triennale in questo senso si \u00e8 mossa con una certa rapidit\u00e0 in questi mesi) e la scarsa condivsione della nuova dirigenza verso le caratteristiche della nuova edizione del Design Museum sono con ogni probabilit\u00e0 elementi che hanno spinto ad una soluzione volitiva.<\/p>\n

LA LETTERA FIRMATA DA MENDINI
\nDall\u2019alto dell\u2019autorevolezza che il suo ruolo di padre nobile del design italiano gli conferisce, Alessandro Mendini sintetizza per\u00f2 con una missiva \u2013 firmata insieme a 27 tra i pi\u00f9 importanti designer milanesi e italiani \u2013 il disappunto che era circolato tra gli addetti ai lavori: \u201cNon possiamo esimerci dal segnalare l\u2019irritualit\u00e0 di tale prassi, che non tiene conto di tutte le regole usualmente seguite, a livello nazionale e internazionale, da tutte le istituzioni museali, ed espone quindi la nostra piccola comunit\u00e0 all\u2019incomprensione del pubblico, del \u2018sistema design\u2019 e dei tanti colleghi stranieri che sempre ci osservano con attenzione.\u201d Un sistema, per l\u2019appunto, che aveva immediatamente messo il dito su due punti critici che una mossa cos\u00ec muscolare avrebbe portato con s\u00e9. Come la mettiamo infatti con gli sponsor e contratti in essere? \u201cImmaginiamo che la Triennale di Milano sia a conoscenza del fatto che un\u2019azione come questa comprometta le decine di contratti e accordi che ogni esposizione porta con s\u00e9\u201d, continua Mendini. E come la mettiamo soprattutto con quel fair play che, a dispetto di opinioni e prese di posizione spesso sostenute e difese con ardore, ha generalmente caratterizzato il mondo del design italiano e il suo epicentro milanese? Chiosa infatti Mendini: \u201cma ci\u00f2 che maggiormente stupisce di questa decisione sono la modalit\u00e0 con cui \u00e8 stata comunicata (una mail spedita il 30 agosto, senza preavviso, a nessuna delle persone coinvolte) e la sua sostanza: la sostanziale chiusura di una cos\u00ec importante realt\u00e0, che costituisce di per s\u00e9 un\u2019azione che necessita di una significativa e credibile motivazione che, a tutt\u2019oggi, non ci \u00e8 dato conoscere.\u201d<\/p>\n

LA RISPOSTA DI STEFANO BOERI
\nLa risposta del Presidente della Triennale Stefano Boeri non si fa attendere, privilegiando una linea di condotta che finisce per premiare la trasparenza e ricucire all\u2019istante lo strappo. Chiarendo allo stesso tempo l\u2019orizzonte progettuale a breve termine della Triennale in una maniera che forse mai, fino ad ora, era stata resa cos\u00ec esplicita: \u201cUn\u2019istituzione aperta al dibattito culturale come la Triennale di Milano deve sapere accettare le critiche, se trasparenti e fondate, e prenderne atto nel vivo delle sue azioni \u2013 anche se rendono pi\u00f9 complesso il percorso di realizzare, nei prossimi mesi, un Museo permanente del Design italiano. Un percorso che l\u2019apertura del 1\u00b0 marzo 2019 della XXII Esposizione Internazionale della Triennale di Milano ci aveva suggerito di accelerare\u201d, precisa Boeri.<\/p>\n

VERSO UN MUSEO DEL DESIGN?
\nIl Museo del Design \u00e8 cosa fatta, allora? Dopo tanto dibattito e ipotesi, parrebbe proprio di s\u00ec. A cambiare \u2013 dopo la conferma che Storienon verr\u00e0 preventivamente chiusa, restando aperta fino alla sua scadenza naturale, il 20 gennaio 2019 \u2013 sar\u00e0 solamente la tempistica: l\u2019inaugurazione del Museo permanente, ci confermano dalla Triennale, avverr\u00e0 tra la fine di gennaio e il marzo 2019. A quanto pare in tempo per celebrare l\u2019avvio di questa nuova operazione culturale insieme all\u2019inaugurazione della XXII Esposizione Internazionale (Broken Nature, a cura di Paola Antonelli). Una concomitanza che non pu\u00f2 che sollevare grandi aspettative, e che, spazzate via le tensioni, si avvia ora ad essere accolta in un clima di ritrovata serenit\u00e0. Tutto \u00e8 bene\u2026<\/p>\n

Pubblicato su Artribune.com<\/a> il 16 settembre 2018<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"

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