{"id":3212,"date":"2017-11-06T10:43:32","date_gmt":"2017-11-06T10:43:32","guid":{"rendered":"https:\/\/giuliazappa.net\/tutti-vogliono-la-design-week\/"},"modified":"2017-11-06T10:43:32","modified_gmt":"2017-11-06T10:43:32","slug":"tutti-vogliono-la-design-week","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/giuliazappa.net\/en\/tutti-vogliono-la-design-week\/","title":{"rendered":"Tutti vogliono la Design Week"},"content":{"rendered":"
Negli ultimi anni il numero delle design week \u201cmade in Italy\u201d \u00e8 cresciuto in maniera esponenziale. Ma quali sono le ragioni di questo fenomeno? E cosa succede all\u2019estero?<\/strong><\/p>\n All\u2019inizio c\u2019era solo lui, il Fuorisalone di Milano, prima, unica e inimitabile design week su scala internazionale, epicentro naturale degli eventi di ricerca e promozione intorno al mondo dell\u2019arredo e del prodotto, una legittimazione e un primato inscalfibile legato al protagonismo delle sue aziende e dei suoi designer nel mondo. Poi, come un rizoma che si propaga in maniera sfuggente, altre timide settimane del design hanno iniziato a emergere sul pi\u00f9 vasto territorio italiano. Il circuito a cui hanno dato vita \u00e8 ancora instabile, in continuo movimento, tra esordi inaspettati e precoci fallimenti. Eppure la sua presenza testimonia come, al di l\u00e0 di singole esperienze e vocazioni, il design si stia affermando sempre di pi\u00f9 come uno strumento di marketing territoriale, asso nella manica per lo storytelling nonch\u00e9 driver (sempre efficace?) per diffondere innovazione. DA CATANZARO A ROMA UNO SGUARDO ALL\u2019ESTERO
\nE allora, quante sono le design week e in quali territori si stanno affermando? Qual \u00e8 il vantaggio strategico offerto da queste operazioni? Lasciando da parte un censimento vero e proprio \u2013 Bologna, Firenze, Pordenone, Forte dei Marmi, Lecce, Ancona, Urbino, Palermo, Torino, Venezia, Matera sono alcune tra le design week italiane \u2013 partiamo da un caso curioso che ha interessato l\u2019hinterland milanese. Alle spalle della metropoli ambrosiana, forte di ben 1.500 eventi durante il Fuorisalone e di un numero di visitatori che va oltre le 300mila presenze registrate in fiera, sono ben tre le design week \u2013 Varese, Monza, Brescia \u2013 che negli ultimi due anni hanno sentito la necessit\u00e0 di uscire dal cono d\u2019ombra del capoluogo regionale.
\nDesiderio di rimarcare la specificit\u00e0 e le personalit\u00e0 della provincia? O forse fiducia in un format altamente democratico \u2013 per affermarlo serve in genere un progetto solido, un po\u2019 di networking tra gli operatori locali e gli sponsor e la ricerca di un patrocinio istituzionale \u2013 che ha saputo dimostrare la propria capacit\u00e0 di coinvolgere e intrattenere anche i non addetti ai lavori?<\/p>\n
\nPaolo Casati, direttore creativo con Cristian Confalonieri di Studiolabo, agenzia che ha all\u2019attivo l\u2019ideazione e organizzazione di Fuorisalone.it, Brera Design District e Brera Design Days, ce ne d\u00e0 una ragione: \u201cLa proliferazione del format \u2018design week\u2019 \u00e8 legata allo sdoganamento del design dalla sua stretta identit\u00e0 industriale\u201d, racconta ad Artribune, \u201ce al fatto di avere, a differenza ad esempio dell\u2019arte, una dimensione pi\u00f9 accessibile e inclusiva. Replicare un modello vincente quale quello della Milano Design Week non \u00e8 comunque immediato: a essere imprescindibile non \u00e8 soltanto la disponibilit\u00e0 di una finestra cronologica, la fantomatica \u2018settimana\u2019, ma anche di un distretto fatto di realt\u00e0 progettuali ben ancorate sul territorio e di eventi capaci di legarsi a contenuti di qualit\u00e0\u201d.
\nLa diffusione e l\u2019inevitabile contaminazione del format si allarga poi a territori lontani non solo dalla cultura del progetto, ma anche dalla presenza della \u201cfabbrichetta\u201d. \u00c8 il caso della CDW \u2013 Catanzaro Design Week, di cui ci raccontano i fondatori Giuseppe Anania e Domenico Garofalo: \u201cPartendo dalle potenzialit\u00e0 del territorio e del suo tessuto sociale, la CDW vuole creare un ponte tra fare ideativo e fare produttivo. Per questo vogliamo promuovere un processo di educazione al design, innestando un dialogo tra la sapienza artigiana locale, spesso testimone di identit\u00e0 culturali antiche e molto ricche, e le esperienze di designer provenienti da tutta Italia. Ancora, vogliamo puntare sul design indipendente, autoprodotto. L\u2019obiettivo: un nuovo \u2018prodotto Calabria\u2019 capace di far fare il salto a tutta la nostra filiera\u201d. Un processo virtuoso per rafforzare il prodotto, dunque. Diverso peraltro dal caso di Roma, la capitale lontana dall\u2019industria e dai grandi studi che si appresta nel 2018 a lanciare una design week con identit\u00e0 e prerogative proprie. Antonia Marmo, ideatrice e coordinatrice di questo progetto in divenire, spiega ad Artribune che la settimana del design di Roma \u201cnon sar\u00e0 una fiera e non punter\u00e0 di riflettori sul prodotto. Il concept, piuttosto, \u00e8 incentrato sulle atmosfere e sulle storie, guardando a tutto ci\u00f2 che Roma evoca in termini di bellezza, mito, eternit\u00e0, viaggio sentimentale, lifestyle. Gli appuntamenti saranno concentrati sul centro di Roma in un circuito che comprender\u00e0 palazzi storici, accademie straniere e gallerie d\u2019arte e design, con installazioni site specific realizzate con i pi\u00f9 noti marchi del design italiano e internazionale e con designer provenienti da tutto il mondo, sotto la guida di un comitato scientifico internazionale\u201d.<\/p>\n
\nE all\u2019estero, cosa succede? L\u2019esplosione delle design week si registra anche fuori dai nostri confini, con una crescita non troppo distante dalla nostra. Per scremare i contenuti, c\u2019\u00e8 poi chi prova a fare sistema. Lanciata lo scorso anno e presentata alla Triennale di Milano durante il Salone 2017, la World Design Week \u00e8 un network che unisce alcune tra le design week pi\u00f9 importanti d\u2019Europa, Asia e America, nello specifico Helsinki, Eindhoven (dalla sua fondazione nel 1998, quella pi\u00f9 attenta alle sperimentazioni: non a caso si definisce la settimana del \u201cdesign of the future\u201d), Citt\u00e0 del Messico, Seoul, San Francisco, Toronto, Barcellona e Pechino (quest\u2019ultima con il record di visitatori: 5 milioni nel 2016). Lo scorso 14 e 15 settembre i suoi rappresentanti si sono dati appuntamento a Helsinki con l\u2019obiettivo di \u201cunire le design communities del pianeta\u201d, promuovendo conversazioni di qualit\u00e0 intorno ai temi del progetto. Che l\u2019inflazione di apertura e democrazia non sia l\u2019anticamera per l\u2019emergere di design week a due velocit\u00e0?<\/p>\n