{"id":3219,"date":"2017-08-13T12:27:47","date_gmt":"2017-08-13T12:27:47","guid":{"rendered":"https:\/\/giuliazappa.net\/come-cambiano-le-riviste-di-arredo\/"},"modified":"2017-08-13T12:27:47","modified_gmt":"2017-08-13T12:27:47","slug":"come-cambiano-le-riviste-di-arredo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/giuliazappa.net\/en\/come-cambiano-le-riviste-di-arredo\/","title":{"rendered":"Come cambiano le riviste di arredo"},"content":{"rendered":"

In principio era la celebrazione dell\u2019eccezionalit\u00e0 e del privilegio. Poi la rivincita della normalit\u00e0 borghese (con stile). Infine l\u2019esaltazione di un ordinario senza filtri, senza brand e spesso senza notoriet\u00e0 da copertina. Nel campo dell\u2019interior design e nelle riviste che lo divulgano a un pubblico pi\u00f9 o meno di nicchia, l\u2019idea di patinato \u00e8 stata investita negli ultimi anni da una piccola rivoluzione dal basso.<\/strong><\/p>\n

Le riviste d\u2019arredo stanno vivendo l\u2019ennesima rivoluzione. A promuoverla, una schiera di piccole ma influenti riviste internazionali che hanno contribuito a ridefinire l\u2019immaginario e il racconto degli spazi domestici, sovvertendo la gerarchia tra pubblico e privato \u2013 o potremmo dire tra zona giorno e zona notte? \u2013 e spettacolarizzando aspetti della vita domestica che mai, fino a poco tempo fa, sarebbero finiti sotto i riflettori.<\/p>\n

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IL CASO APARTAMENTO<\/strong>
\nCapofila di queste riviste \u00e8 la catalana Apartamento. Fondata nel 2008 a Barcellona da tre design enthusiasts all\u2019epoca under trenta \u2013 Omar Sosa, Nacho Alegre e Marco Velardi \u2013 si definisce un \u201ceveryday life interiors magazine\u201d e punta a raccontare con nuovo realismo la vita di appartamenti e proprietari che, pur eterogenei per et\u00e0 e affermazione sociale, sono votati il pi\u00f9 delle volte a professioni e passioni ad alto tasso creativo. In quasi dieci anni di attivit\u00e0, i suoi diciotto numeri sono stati capofila di uno stile \u2013 solo apparentemente? \u2013 spettinato che ama mescolare in un magma senza gerarchie libri e disordine, design anonimo e gadget ironici, antiquariato di famiglia e progetti di super nicchia, in qualche caso da collezione.
\nNon un contesto ideale per parlare dell\u2019ultimo modello di divano come la maggior parte delle riviste di arredo, dunque, piuttosto un registro colto per descrivere la casa come un epicentro di interessi sofisticati e abitudini anticonvenzionali: un \u201corizzonte del pianeta\u201d, citando le parole di Ettore Sottsass pubblicate in un remoto numero di Domus del 1970, che a ragione identifica la casa con il primato delle \u201ccose che si fanno, le idee che si hanno, le canzoni che si ascoltano, le luci che si vedono, i discorsi che si sentono\u201d. Un epicentro naturale di pensieri che si traducono in oggetti e stili di vita da mostrare senza censure e dove l\u2019apparente anti-glamour si traduce in un\u2019aura di coolness ancora pi\u00f9 seducente, perch\u00e9 libera da ovvi status symbol e convenzioni (o forse gli status symbol e le convenzioni di domani?).<\/p>\n

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LA GERMANIA SUL WEB<\/strong>
\nLa vita e le case dei creativi non sono per\u00f2 appannaggio esclusivo della carta stampata, meglio se da abbonamento. Sul web \u00e8 da anni nell\u2019occhio del ciclone un sito tedesco che ha fatto dell\u2019habitat dei creativi un argomento privilegiato di approfondimento culturale: Freunde von Freunden. Senza celebrity e senza notizie di attualit\u00e0, ma con contenuti che il fondatore Frederik Frede definisce \u201csenza tempo\u201d, Freunde von Freunden (letteralmente \u201camico di amici\u201d) ha dato spazio \u2013 soprattutto nella sua storica sezione dedicata alle interviste, a cui negli anni si sono aggiunte nuove rubriche, quando l\u2019inaspettato successo ha imposto una revisione del proprio raggio editoriale \u2013 alle case di scrittori e creativi at large, rendendo conto di un circuito di interconnessioni professionali e amicali capaci di raccontare un mindstyle emergente attraverso un approccio spiccatamente narrativo.
\nNon prodotti, ancora una volta, ma esperienze di vita fortemente urbane e cosmopolite che, come in una catena di Sant\u2019Antonio, testimoniano il sapore globale di un nuovo modo dell\u2019abitare. Una ricercata declinazione airspace \u2013 lo scrittore americano Kyle Chyne ha recentemente definito l\u2019airspace la nuova estetica globale dell\u2019abitare, dove a imporre il proprio stile \u00e8 la galassia di abitazioni Airbnb \u2013 che sembra trovare nel mondo hipster un destinatario naturale.<\/p>\n

DA LONDRA A AIRBNB<\/strong>
\nLa carica delle nuove riviste di interiors, per\u00f2, si \u00e8 recentemente allargata con inedite prese di posizione editoriali. Fondato a Londra nel 2014, Dirty Furniture \u00e8 una rivista indipendente che mette in luce le relazioni prossemiche e sentimentali che esistono tra le persone e gli oggetti di cui si circondano. Giunta al terzo numero, si prefigge di uscire solamente per altri tre numeri: quello che \u00e8 adesso in distribuzione, dedicato al bagno, \u00e8 una lunga indagine iconografica articolata intorno ad approfondimenti da cosiddetto long-writing che decostruiscono l\u2019argomento toilette secondo prospettive molteplici, dalle implicazioni psicoanalitiche fino alle derive localistiche.
\nUn approccio simile \u00e8 quello del magazine olandese MacGaffin: il suo ultimo numero \u00e8 dedicato ai lavandini e ricostruisce, attraverso un accurato apparato iconografico, l\u2019allure eterno di questo imprescindibile oggetto tanto caro ad artisti e scrittori.
\nMa quello che pi\u00f9 stupisce, forse, \u00e8 quanto questi racconti fatti di esperienze e inedite tassonomie sull\u2019architettura di interni stiano iniziando a uscire dalle logiche di nicchia, contagiando le grande multinazionali. Il nuovo house organ di Airbnb, Pinapple, \u00e8 un travel magazine che parla di abitazioni e spazi pubblici urbani con lo stesso stile informale che accomuna le piccole riviste autoprodotte di settore. Forse un modo di dirci che la mutazione di linguaggio legata a questo processo bottom-up di fatto \u00e8 stata metabolizzata?<\/p>\n

https:\/\/www.apartamentomagazine.com\/<\/a>
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http:\/\/www.freundevonfreunden.com\/<\/a>
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http:\/\/dirty-furniture.com\/<\/a>
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https:\/\/macguffinmagazine.com\/<\/a>
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https:\/\/airbnbmag.com\/<\/a><\/p>\n

Pubblicato su Artribune Magazine #37 e su Artribune.com<\/a> il 13 agosto 2017<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"

In principio era la celebrazione dell\u2019eccezionalit\u00e0 e del privilegio. Poi la rivincita della normalit\u00e0 borghese (con stile). Infine l\u2019esaltazione di un ordinario senza filtri, senza brand e spesso senza notoriet\u00e0 da copertina. Nel campo dell\u2019interior design e nelle riviste che lo divulgano a un pubblico pi\u00f9 o meno di nicchia, l\u2019idea di patinato \u00e8 stata … <\/p>\n