{"id":3230,"date":"2017-04-04T14:48:52","date_gmt":"2017-04-04T14:48:52","guid":{"rendered":"https:\/\/giuliazappa.net\/god-da-atelier-biagetti-il-salone-del-mobile-sta-da-dio\/"},"modified":"2017-04-04T14:48:52","modified_gmt":"2017-04-04T14:48:52","slug":"god-da-atelier-biagetti-il-salone-del-mobile-sta-da-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/giuliazappa.net\/en\/god-da-atelier-biagetti-il-salone-del-mobile-sta-da-dio\/","title":{"rendered":"God: da Atelier Biagetti il Salone del Mobile sta da Dio"},"content":{"rendered":"
Da Atelier Biagetti (la coppia Alberto Biagetti e Laura Baldassari) apre la mostra \u201cGOD\u201d a cura di Maria Cristina Didero che presenta la nuova collezione limited edition.<\/strong><\/p>\n Il Salone e Dio. Il Salone e Dio?!? \u2026 o si voleva forse dire che il Salone \u00e8 Dio? In un evento da sempre votato ad una mondanit\u00e0 spesso frivola e in fine dei conti scevra di qualsivoglia ideologia, il semplice nominare il nome di dio fa il classico effetto del cavolo a merenda: cosa diavolo c\u2019entrer\u00e0 la divinit\u00e0 suprema \u2013 qualunque essa sia \u2013 con la settimana del design milanese? Non nominare il nome di Dio invano, si diceva una volta. Eppure oggi c\u2019\u00e8 chi, sfidando la forza di precetti radicati o anche solo di piccoli timori scaramantici, ha deciso di esplorare la suggestione religiosa per leggerla come una nuova possibile chiave di lettura del mondo del design. Succede da Atelier Biagetti (la coppia Alberto Biagetti e Laura Baldassari), che anche quest\u2019anno ha riconfermato la sua inaugurazione alle porte del Salone affidando alla mostra \u201cGOD\u201d (a cura di Maria Cristina Didero) la presentazione della sua nuova collezione limited edition. Ma di quale culto stiamo parlando, e in quale modo viene celebrato? Per farsene un\u2019idea, basta varcare la soglia dell\u2019Atelier, ora spalleggiata da due poliziotti dal piglio autoritario (perch\u00e9 su certe cose in fondo \u00e8 meglio non scherzare).<\/p>\n TRA RELIGIONE E COMMEDIA<\/strong>
\nCi ritroveremo in un universo dove la venerazione \u00e8 totalizzante \u2013 come negare che si tratti di un solidissimo monoteismo? \u2013 e dove l\u2019aura seduttiva d\u00e0 prova di un carisma senza pari. Svelato il mistero: il Dio di Atelier Biagetti \u00e8 tutto contemporaneo e si identifica con il linguaggio spudorato del vile denaro. Dio uguale soldi, allora, per mettere tutti d\u2019accordo e porre fine a guerre di religione spietate e senza senso. Dio uguale moneta, ancora, per reinterpretare alcune tipologie di arredo alla luce del colore (e della forma) dei soldi, come la bussola del marinaio da appendere in barca che recita la cifra \u201c$\u201d, la seduta a forma di lingotto, o, ancora, un piano del tavolo appoggiato su un tornello da supermercato. Al di l\u00e0 delle singole trovate, tutte giocate sul binario di un ironico (e audace, bisogna ammetterlo) kitsch, il valore della mostra sembra prendere senso se inquadrato nella prospettiva della trinit\u00e0 (siamo o non siamo in Italia, paese cattolico per eccellenza?). GOD segue infatti le edizioni che Atelier Biagetti aveva dedicato lo scorso anno a \u201cSEX\u201d e nel 2015 a \u201cBODY BUILDING”. In una sorta di ascesa, o dovremmo chiamare in causa la trilogia della commedia dantesca?, GOD diventa cos\u00ec l\u2019apoteosi dell\u2019ossessione per il consumo feticistico e per lo sdoganamento di eden artificiali, ben pi\u00f9 di quanto prima non avessero fatto prima il culto del corpo e quello del sesso. Nessun tipo di purezza, allora, n\u00e9 di redenzione mistica: perch\u00e9 alla fine dei giochi pecunia non olet, e raccontare questo mondo con il linguaggio degli oggetti \u2013 nonch\u00e9 con quello della performance \u2013 serve in fondo a sfatare anche l\u2019ultimo dei tab\u00f9. E a dare conto del paradiso di valori rovesciati in cui viviamo.<\/p>\n