{"id":3231,"date":"2017-04-03T13:37:20","date_gmt":"2017-04-03T13:37:20","guid":{"rendered":"https:\/\/giuliazappa.net\/salone-del-mobile-il-design-autoprodotto-di-subalterno1\/"},"modified":"2017-04-03T13:37:20","modified_gmt":"2017-04-03T13:37:20","slug":"salone-del-mobile-il-design-autoprodotto-di-subalterno1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/giuliazappa.net\/en\/salone-del-mobile-il-design-autoprodotto-di-subalterno1\/","title":{"rendered":"Salone del Mobile. Il design autoprodotto di Subalterno1"},"content":{"rendered":"<p><strong>Indirizzo da tenere a mente durante le convulse giornate del Salone del Mobile di Milano, Subalterno1, in zona Lambrate, conferma il suo approccio autentico all\u2019autoproduzione. E quest\u2019anno sceglie come tema della sua tradizionale mostra il rapporto fra natura e artificio.<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_160\" aria-describedby=\"caption-attachment-160\" style=\"width: 700px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.giuliazappa.net\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Andrea-de-Chirico-Hairdryer-1.1.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"466\" class=\"size-full wp-image-160\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-160\" class=\"wp-caption-text\">Andrea de Chirico-Hairdryer<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nel mondo del design, e naturalmente non solo, si scovano a volte piccoli indirizzi che sembrano destinati a fare grandi cose: pensati in luoghi decentrati, a cavallo tra dimensione di quartiere e logica underground, proseguono indisturbati lungo il filo rosso della propria missione, indifferenti al chiasso da anteprime che li circonda. Liberi dalla velleit\u00e0 di dover sfoggiare un\u2019aura patinata, hanno s\u00ec qualcosa del fenomeno di costume, ma non si bruciano in una parabola effimera, stretta tra iniziale magnificazione ed evanescente declino, come molte tendenze di cui leggiamo sui giornali. La loro dimensione \u00e8 raccolta: quello che all\u2019inizio appare come un vincolo ineludibile \u2013 ci riferiamo alla disponibilit\u00e0 di metri quadri \u2013 si rivela nella pratica il giusto passo per poter affrontare, al pari di un montanaro concentrato su una salita, un percorso inevitabilmente lungo e ricco di ostacoli. Il passaparola gioca sicuramente a favore, ma \u00e8 soprattutto la qualit\u00e0 della proposta a fare la differenza: \u00e8 il contenuto, nelle sue caratteristiche di assoluta originalit\u00e0, a delineare spontaneamente una nicchia di riferimento da coltivare e, allo stesso tempo, di cui nutrirsi.<\/p>\n<p><strong>UN INDIRIZZO DA RICORDARE<\/strong><br \/>\nA Milano, durante i giorni del Salone, ci piace ritrovare questa piccolo indirizzo ricco di libert\u00e0 e spessore presso Subalterno1, una galleria ben radicata nel tessuto di Lambrate, che dal 2011 si dedica, a suo dire, alla definizione e alla promozione di progetti legati dal filo rosso dell\u2019autoproduzione. Fondata dall\u2019architetto Andrea Gianni, Subalterno1 \u00e8 innanzitutto una grande rete che si tiene insieme attraverso una curatela scientifica (di Stefano Maffei, docente al Dipartimento INDACO del Politecnico di Milano), una solida art direction (quella di Tecnificio, maker facility milanese) e una vasta platea di interlocutori e designer. Niente, dunque, che abbia a che vedere con l\u2019onanismo narcisistico da autoproduzione incentrata su se stessa; al contrario, una rete di eccellenze che sembra concedersi prima di tutto il gusto di sperimentare.<\/p>\n<figure id=\"attachment_161\" aria-describedby=\"caption-attachment-161\" style=\"width: 700px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.giuliazappa.net\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Massimiliano-Adami-Time.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"524\" class=\"size-full wp-image-161\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-161\" class=\"wp-caption-text\">Massimiliano Adami &#8211; Time<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>LA MOSTRA<\/strong><br \/>\nCome ogni anno, per il Salone del Mobile Subalterno1 ci guida con una piccola collettiva alla scoperta di un tema. Quest\u2019anno la scelta \u00e8 caduta su Anthropocene, racconto per oggetti (a firma di Massimiliano Adami, Carlo Contin, Lorenzo Damiani, Ami Drach &#038; Dov Ganchrow, Andrea de Chirico, Gionata Gatto, Mogu, Nucleo, Sovrappensiero, Tecnificio e Yesenia Thibault-Picazo) di un possibile confronto tra naturale e artificiale. Sar\u00e0 l\u2019ambientazione tropicale promessa dall\u2019installazione, o l\u2019incalcolabile apporto dell\u2019immaginazione nutrita e rilanciata in una comunit\u00e0 di pari \u2013 come ci ricorda anche lo storico Yuval Harai nel suo Breve storia dell\u2019umanit\u00e0 \u2013 a decretarne ancora una volta il successo?<\/p>\n<p>Milano \/\/ dal 4 al 9 aprile 2017<br \/>\nVia Conte Rosso 2<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.subalterno1.com\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\">www.subalterno1.com<\/a><\/p>\n<p>Pubblicato su Artribune Magazine #36 \u2013 Speciale Design e su <a href=\"http:\/\/www.artribune.com\/progettazione\/design\/2017\/04\/salone-del-mobile-subalterno1-milano\/\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\">Artribune.com<\/a> il 3 aprile 2017<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Indirizzo da tenere a mente durante le convulse giornate del Salone del Mobile di Milano, Subalterno1, in zona Lambrate, conferma il suo approccio autentico all\u2019autoproduzione. 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