{"id":3257,"date":"2016-04-18T09:36:50","date_gmt":"2016-04-18T09:36:50","guid":{"rendered":"https:\/\/giuliazappa.net\/le-5-cose-top-e-le-5-cose-flop-della-design-week-di-milano-a-insindacabile-giudizio-della-redazione-di-artribune\/"},"modified":"2016-04-18T09:36:50","modified_gmt":"2016-04-18T09:36:50","slug":"le-5-cose-top-e-le-5-cose-flop-della-design-week-di-milano-a-insindacabile-giudizio-della-redazione-di-artribune","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/giuliazappa.net\/en\/le-5-cose-top-e-le-5-cose-flop-della-design-week-di-milano-a-insindacabile-giudizio-della-redazione-di-artribune\/","title":{"rendered":"Le 5 cose TOP e le 5 cose FLOP della Design Week di Milano. A insindacabile giudizio della redazione di Artribune"},"content":{"rendered":"<p><strong>Con i suoi 2300 espositori e i suoi 1200 eventi disseminati per la citt\u00e0, si \u00e8 appena conclusa a Milano la Design Week, con la 55esima edizione del Salone del Mobile. Ma cosa ha segnato, nel bene e nel male, tutto quello che abbiamo visto tra la fiera e i distretti del Fuorisalone?<\/strong><\/p>\n<p>La redazione di Artribune vi offre il suo insindacabile giudizio\u2026<\/p>\n<p><strong>TOP<\/strong><br \/>\n<strong><br \/>\nMaarteen Baas e la mostra \u201cNew! Newer! Newest!\u201d<\/strong><br \/>\nIl design applicato al futuro con due progetti che avranno bisogno di duecento anni per giungere al loro completamento. Il genio di Baas scalza le aspettative e ci offre un esempio concreto di cosa significhi guardare lontano.<\/p>\n<p><strong>Matali Crasset e \u201cReinventare un mondo comune\u201d<\/strong><br \/>\nLa mindfulness applicata al design trova nella mostra all\u2019Unicredit Pavilion uno spazio per investigare territori snobbati quanto urgenti, dalla configurazione degli spazi scolastici a nuovi oggetti per confrontarci con il nostro mondo interiore.<\/p>\n<p><strong>Subalterno 1 e \u201cMicrofacts\u201d<\/strong><br \/>\nUna piccola collezione di oggetti immaginifici che dimostrano che intelligenza e ironia possono rivisitare le tipologie di prodotto pi\u00f9 consolidate, anche e soprattutto su piccolissima scala.<br \/>\n<strong><br \/>\nSerpentine \u2013 La Rinascente con \u201cA search behind appearances\u201d<\/strong><br \/>\nIl mito della caverna di Platone come metafora del design di oggi secondo Hella Jongerius e Louise Schouwenberg. Cosa si nasconde sotto il predominio della superficie? Il design sta esercitando la sua vera funzione?<\/p>\n<p><strong>Atelier Clerici<\/strong><br \/>\nUna mostra se vogliamo eterogenea, ma che ha il pregio di mettere a fuoco percorsi di innovazione stimolanti, dai cieli artificiali per stanze buie (Coelux) a nuove esplorazioni nel mondo dell\u2019arte del vetro (Umprum).<\/p>\n<p><strong>FLOP<\/strong><\/p>\n<p><strong>Before Design: Classic<\/strong><br \/>\nPi\u00f9 che una legittimazione del classico, la mostra curata dallo Studio Ciarmoli Queda alla Fiera di Rho ci \u00e8 apparsa soprattutto come una rivitalizzazione del kitsch.<\/p>\n<p><strong>Ventura Lambrate<\/strong><br \/>\nProposte meno numerose (il che non \u00e8 necessariamente un male) e selezione meno graffiante rispetto agli scorsi anni (sar\u00e0 anche per intrusioni di stili e linguaggi francamente fuori registro?).<\/p>\n<p><strong>Zona Tortona<\/strong><br \/>\nNel pi\u00f9 antico distretto del Fuori Salone, l\u2019atmosfera da festa fuori controllo se ne \u00e8 andata da tempo e le proposte di grande qualit\u00e0 hanno cominciato a riaffacciarsi (si pensi a Lexus con i Formafantasma e con un contest in grandissima forma). Eppure, si fa fatica a mettere a fuoco la nuova l\u2019identit\u00e0 del quartiere: qualcosa su cui lavorare il prossimo anno?<\/p>\n<p><strong>I grandi brand del design Made in Italy<\/strong><br \/>\nGirellando a Rho tra i mostri sacri del design italiano, si fa fatica a scorgere delle novit\u00e0 particolarmente ghiotte. Incuriosiscono di pi\u00f9 i piccoli marchi, come ad esempio Mattiazzi, Kristalia, Nova Mobili.<\/p>\n<p><strong>Il mobile<\/strong><br \/>\nIn una fiera che si chiama Salone del Mobile, l\u2019arredo in senso classico ha perso il suo protagonismo. Segno dei tempi? Probabilmente s\u00ec. Ma \u00e8 anche un campanello d\u2019allarme?<\/p>\n<p><em><br \/>\nPubblicato su <a href=\"http:\/\/www.artribune.com\/tribnews\/2016\/04\/le-5-cose-top-e-le-5-cose-flop-della-design-week-di-milano-a-insindacabile-giudizio-della-redazione-di-artribune\/\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\">Artribune.com<\/a> il 18 aprile 2016<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con i suoi 2300 espositori e i suoi 1200 eventi disseminati per la citt\u00e0, si \u00e8 appena conclusa a Milano la Design Week, con la 55esima edizione del Salone del Mobile. Ma cosa ha segnato, nel bene e nel male, tutto quello che abbiamo visto tra la fiera e i distretti del Fuorisalone? 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