{"id":3269,"date":"2016-04-02T12:59:16","date_gmt":"2016-04-02T12:59:16","guid":{"rendered":"https:\/\/giuliazappa.net\/live-dalla-triennale-design-di-milano-sempering-al-mudec-8-verbi-per-piegare-la-produzione-segnica-del-presente\/"},"modified":"2016-04-02T12:59:16","modified_gmt":"2016-04-02T12:59:16","slug":"live-dalla-triennale-design-di-milano-sempering-al-mudec-8-verbi-per-piegare-la-produzione-segnica-del-presente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/giuliazappa.net\/en\/live-dalla-triennale-design-di-milano-sempering-al-mudec-8-verbi-per-piegare-la-produzione-segnica-del-presente\/","title":{"rendered":"Live dalla Triennale Design di Milano. Sempering: al Mudec 8 verbi per piegare la produzione segnica del presente"},"content":{"rendered":"<p>Ancora verbi per ordinare la realt\u00e0 del nostro sistema degli oggetti. Dopo le prove di \u201cNeo preistoria \u2013 100 verbi\u201d (a cura di Andrea Branzi e Kenya Hara) e di \u201cW. Women in Italian Design\u201d (a cura di Silvana Annicchiarico), la XXI Esposizione Internazionale della Triennale continua all\u2019insegna di un nuovo tentativo tassonomico. Al Mudec, Luisa Collina e Cino Zucchi esplorano le evoluzioni pi\u00f9 recenti di oggetti e architetture guardando all\u2019eredit\u00e0 di Gottfried Semper come chiave di lettura del rapporto tra l\u2019inscrizione della tecnica sulla materia e produzione. Il \u201cSempering\u201d che il titolo della mostra evoca \u2013 neologismo scaturito dallo stesso cognome dell\u2019architetto tedesco \u2013 sta infatti per \u201cun\u2019azione costruttiva su di un materiale o un componente che lascia una traccia formale significativa nel prodotto finale\u201d e si rif\u00e0 all\u2019opera \u201cDie vier Elemente der Baukunst\u201d in cui proprio Semper aveva identificato in quattro elementi dell\u2019abitare \u2013 il focolare, il tetto, il recinto e il terrapieno \u2013 una matrice imperitura dell\u2019architettura.<br \/>\nApplicati all\u2019oggi, i principi costruttivi individuati da Collina e Zucchi sono diventati 8, otto verbi \u2013 impilare, intrecciare, plasmare, connettere, piegare, disporre, incidere, soffiare \u2013 che fungono da discriminanti per raggruppare e ordinare la selezione di artefatti e architetture, per lo pi\u00f9 celebri ma pur sempre con piacevoli incursioni tra lavori meno noti e di nicchia, che vediamo in mostra. Selezionati in maniera pressoch\u00e9 esclusiva nel decennio in corso, i progetti raccontano, ognuno a modo suo, un\u2019interessante applicazione di queste otto grandi famiglie di produzione segnica \u2013 quasi implicitamente a ricordare il \u201cTrattato di semiotica generale\u201d? \u2013 e ancora una volta sottolineano la centralit\u00e0 della tecnica in una contemporaneit\u00e0 che troppo spesso oggi ci appare soffocata dal primato del \u201cconcept\u201d.<\/p>\n<p><em>Pubblicato su <a href=\"http:\/\/www.artribune.com\/tribnews\/2016\/04\/live-dalla-triennale-design-di-milano-sempering-al-mudec-8-verbi-per-piegare-la-produzione-segnica-del-presente\/\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\">Artribune.com<\/a> il 2 aprile 2016<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ancora verbi per ordinare la realt\u00e0 del nostro sistema degli oggetti. Dopo le prove di \u201cNeo preistoria \u2013 100 verbi\u201d (a cura di Andrea Branzi e Kenya Hara) e di \u201cW. 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