{"id":3289,"date":"2015-12-27T21:20:31","date_gmt":"2015-12-27T21:20:31","guid":{"rendered":"https:\/\/giuliazappa.net\/rivoluzione-tempo-con-la-stampa-4d\/"},"modified":"2015-12-27T21:20:31","modified_gmt":"2015-12-27T21:20:31","slug":"rivoluzione-tempo-con-la-stampa-4d","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/giuliazappa.net\/en\/rivoluzione-tempo-con-la-stampa-4d\/","title":{"rendered":"Rivoluzione tempo. Con la stampa 4D"},"content":{"rendered":"<p><strong>Con i materiali programmabili, il design espande il suo raggio d\u2019azione alla quarta dimensione, quella del tempo. Progettando una forma fatta per cambiare e adattarsi alle caratteristiche del mondo che lo circonda.<\/strong><\/p>\n<p>Oltre la terza dimensione, anche una quarta. Che il design incarni da sempre un\u2019idea di tempo non \u00e8 certo una novit\u00e0. Ogni progetto, se ci pensiamo, contiene in s\u00e9 un presupposto di durata, spesso traducibile in una diversa aspettativa di resa funzionale: un po\u2019 la distanza che passa, stando al senso comune, tra la performance di un prodotto cinese e quella del suo equivalente tedesco. Anche il suo aspetto esteriore ha qualcosa da dire sullo scorrere degli anni, raccontando magari di una stagione estetica (il Mid-century modern, solo per fare un esempio), del rimpianto per il passato (il vintage) o di un ideale atemporale (i mobili dei quaccheri americani Shakers o, a modo loro, gli arredi di recupero).<br \/>\nIn questi ultimissimi anni, per\u00f2, il design \u00e8 alle prese con un ripensamento completamente inaspettato del fattore tempo. L\u2019epicentro di queste nuove ricerche, non ce ne stupiamo, trova spazio nei laboratori d\u2019ingegneria pi\u00f9 di quanto non faccia negli atelier dei designer, anche se le prime ricadute sull\u2019orizzonte della nostra vita quotidiana potrebbero arrivare prima del previsto.<br \/>\nLa nuova frontiera destinata a ripensare il vincolo tra materiali e forma degli oggetti prende il nome di materiali programmabili: a studiarla, un pioniere dell\u2019MIT \u2013 Massachusetts Institute of Technology, Skylar Tibbits, e il suo team di ricerca, il Self-Assembly Lab. L\u2019idea di fondo \u00e8 di quelle vagamente fantascientifiche: permettere ai materiali di cambiare forma e propriet\u00e0 sulla base di alcune sollecitazioni, come variazioni di temperatura, campi elettromagnetici, vibrazioni, gravit\u00e0. In che modo? Progettando non una forma data, ma le diverse configurazioni che i materiali dovranno assumere nel tempo, e istruendoli fin dal loro \u201cconcepimento\u201d sulla maniera in cui dovranno autoassemblare le proprie componenti.<\/p>\n<div style=\"max-width:854px\">\n<div style=\"position:relative;height:0;padding-bottom:56.25%\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/embed.ted.com\/talks\/lang\/it\/skylar_tibbits_the_emergence_of_4d_printing\" width=\"854\" height=\"480\" style=\"position:absolute;left:0;top:0;width:100%;height:100%\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\" allowfullscreen><\/iframe><\/div>\n<\/div>\n<p>\u00c8 lo stesso Tibbits a suggerire alcuni esempi concreti che gi\u00e0 coinvolgono i materiali programmabili e una delle modalit\u00e0 pi\u00f9 accessibili per metterli in produzione, la stampa 4d. Pensiamo infatti a tubature idrauliche in grado di allargarsi a fronte di un gettito d\u2019acqua pi\u00f9 intenso: una soluzione concreta per il contenimento di frane e alluvioni, ma anche un\u2019infrastruttura pi\u00f9 efficiente perch\u00e9 pi\u00f9 facile ed economica da manutenere. Promettenti sono anche le frontiere dell\u2019applicazione in campo medico, tra cui si annoverano protesi che, dopo l\u2019inserimento nel corpo, si espandono e si adattano alle specifiche caratteristiche del paziente.<br \/>\nOltre la scala nano, anche nel settore aerospaziale i materiali programmabili potrebbero fare la differenza, limitando in prospettiva le necessit\u00e0 d\u2019intervento umano in un ambiente estremo e rischioso. Mentre nel campo dell\u2019ingegneria civile e dell\u2019edilizia si prefigura la possibilit\u00e0 di autocostruire ponti o alloggi temporanei per far fronte a emergenze o crisi umanitarie. Anche l\u2019ambito dell\u2019arredo non \u00e8 esente da possibili applicazioni: si pensi infatti che il legno curvato (l\u00e0 dove il design industriale \u00e8 cominciato, se consideriamo l\u2019importanza di Thonet nella storia del design) potrebbe oggi essere programmato per piegarsi da solo. Mentre sulla scena artistica lo stesso Tibbits \u2013 che nel 2013 \u00e8 stato insignito con Marcelo Coelho del Next Idea Award ad Ars Electronica con il progetto Hyperform \u2013 usa l\u2019arte per testare le potenzialit\u00e0 dell\u2019autoassemblaggio, sublimandolo con grandi installazioni in costante evoluzione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.giuliazappa.net\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Autodesk.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"379\" class=\"alignnone size-full wp-image-409\" \/><\/p>\n<p>A dispetto della sua natura o della sua scala, dunque, l\u2019oggetto si ripensa come un accumulatore di esperienze e capacit\u00e0, da distillare con memoria e intelligenza, a seconda degli scenari che attraversa. Con una differenza sostanziale, per\u00f2, rispetto al mondo smart di cui sentiamo cos\u00ec spesso tessere le lodi: l\u2019interattivit\u00e0 di una smart city, un esempio noto ai pi\u00f9, si affida all\u2019elettronica e a sensori che sono in grado di percepirne ed elaborarne lo stato di salute. Nel caso dei materiali programmabili, invece, nessun filo o scheda vengono inseriti nell\u2019artefatto: il materiale \u00e8 esso stesso un attuatore che risponde direttamente all\u2019ambiente esterno senza bisogno di un microcontrollore, si potrebbe dire con un linguaggio un po\u2019 pi\u00f9 tecnico, semplificando procedure e tecnologie costruttive.<br \/>\nE il rapporto con la stampa 3d, evocato dal nome della tecnologia 4d printing? Se gi\u00e0 esistono software (come Project Cyborg di Autodesk) e stampanti multimateriali ad hoc, potremmo presto essere in grado di superare uno dei vincoli che stanno limitando l\u2019esplosione della stampa 3d. Quando gli oggetti, infatti, saranno in grado di espandersi e autoassemblarsi, potremo avere accesso nel settore della stampa prosumer a oggetti di grande dimensione, trasformabili in potenza anche nei nostri arredi del futuro.<\/p>\n<p><em>Pubblicato su Artribune Magazine #27 e su <a href=\"http:\/\/www.artribune.com\/attualita\/2015\/12\/design-tempo-stampa-4d-skylar-tibbits\/\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\">Artribune.com<\/a> il 26 dicembre 2015<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con i materiali programmabili, il design espande il suo raggio d\u2019azione alla quarta dimensione, quella del tempo. Progettando una forma fatta per cambiare e adattarsi alle caratteristiche del mondo che lo circonda. Oltre la terza dimensione, anche una quarta. Che il design incarni da sempre un\u2019idea di tempo non \u00e8 certo una novit\u00e0. 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