{"id":3325,"date":"2015-04-19T15:39:08","date_gmt":"2015-04-19T15:39:08","guid":{"rendered":"https:\/\/giuliazappa.net\/eppur-si-muove-le-nuove-facce-del-design-italiano\/"},"modified":"2015-04-19T15:39:08","modified_gmt":"2015-04-19T15:39:08","slug":"eppur-si-muove-le-nuove-facce-del-design-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/giuliazappa.net\/en\/eppur-si-muove-le-nuove-facce-del-design-italiano\/","title":{"rendered":"Eppur si muove. Le nuove facce del design italiano"},"content":{"rendered":"

Come cambia il design di casa nostra? Nella pluralit\u00e0 di linguaggi e sensibilit\u00e0 che caratterizzano la scena del Belpaese, abbiamo selezionato \u2013 rigorosamente in ordine sparso \u2013 i prodotti e le iniziative di alcuni nuovi protagonisti. Il dato anagrafico \u00e8 variabile, il terreno di ricerca, anche. Quello che resta, per\u00f2, \u00e8 una ventata d\u2019aria fresca che ridefinisce le aspettative e promette una scena dagli esiti non scontati.<\/strong><\/p>\n

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RIPENSANDO MOLLINO<\/strong>
\nNuovo esercizio di rilettura di codici e oggetti della memoria per Restart Milano. Nella mostra Voyeur (about seen and being seen) alla Galleria Rubin, il gruppo milanese fondato da Luca Liberali e Maurizio Navone guarda alla figura di Carlo Mollino per riattualizzarne, complice la duttilit\u00e0 scenografica dei tessuti di Alcantara, atmosfere e giochi di sguardo. In anteprima, tra le fotografie del maestro torinese e quelle di Robert Mapplethorpe, ci saranno nuovi pezzi e riedizioni frutto della collaborazione con Alcantara.
\nVia Santa Marta 10
\nwww.galleriarubin.com<\/a><\/p>\n

VENEZIA FUTURA<\/strong>
\n\u00c8 un connubio inesplorato tra l\u2019analogico e il digitale quello che Subalterno1 propone con la collezione Venice>>Future, indagine sui riscatti possibili dell\u2019artigianato nobile di Venezia, a cura di Stefano Maffei con la partecipazione di Salviati e Breaking the Mould. Il campo della ricerca, per\u00f2, \u00e8 molto circoscritto, e si concentra sugli innesti tra vetro soffiato e ceramica stampata in 3d. Il tutto per ridefinire, attraverso una serie di vasi, non solo una tecnica produttiva, ma anche una nuova identit\u00e0 per la citt\u00e0 lagunare. Per vedere dal vivo la nuova collezione, e osservare di persona se l\u2019incontro tra due materie e lavorazioni cos\u00ec diverse \u2013 nobile e levigato il vetro, ruvida e un po\u2019 nerd la ceramica stampata \u2013 abbia un fascino oltre la dimensione sperimentale, l\u2019appuntamento \u00e8 alla storica base di Subalterno1.
\nVia Conte Rosso 22
\n
www.subalterno1.com<\/a><\/p>\n

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DESIGN SINTETICO \u2013 Officina Corpuscoli, The Growing Lab-Mycelia<\/figcaption><\/figure>\n

DESIGN SINTETICO<\/strong>
\nPrende forma lo studio sui miceli sperimentato da Officina Corpuscoli (ne avevamo parlato sul numero 23 di Artribune Magazine). Lo studio con sede ad Amsterdam guidato da Maurizio Montalti sta sviluppando una vocazione tutta particolare per il design sintetico, quello che guarda alla manipolazione della struttura biologica \u2013 s\u00ec, anche del Dna \u2013 come a una possibile via d\u2019accesso per ripensare forma e applicazioni dei materiali. Nel caso specifico, possiamo osservare The Growing Lab \u2013 Mycelia all\u2019interno della collettiva Linking Parts, a cura di Transnatural.
\nVia Ventura 6
\n
www.transnatural.org<\/a><\/p>\n

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LOST & FOUND \u2013 Mario Trimarchi, Oggetti Smarriti \u2013 photo S. Caleca<\/figcaption><\/figure>\n

LOST & FOUND<\/strong>
\nGli Oggetti Smarriti di Mario Trimarchi sono attraversati da una linea d\u2019ombra: si muovono sul confine incerto tra arte e design, \u201csi guardano intorno senza sapere bene cosa fare\u201d. In effetti il loro statuto \u00e8 volutamente ibrido, e resta a met\u00e0 tra la microarchitettura domestica e riprogettazione di un classico un po\u2019 desueto del tableware, l\u2019alzata. Reduce dal successo della caffettiera Ossidiana per Alessi, Trimarchi si cimenta con una ricerca pi\u00f9 libera che si prende il gusto di sperimentare una pluralit\u00e0 di materiali diversi, tra cui alluminio, legno, metacrilato, rame, bamb\u00f9, giunco.
\nCorso Magenta 24
\n
www.moscapartners.it<\/a><\/p>\n

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PICCOLE COSE<\/strong>
\nUna sedia Piccola in faggio, pensata per gli spazi ridotti e di passaggio di caff\u00e8 e osterie moderne, che gioca tutto sull\u2019elaborazione del bagaglio culturale del falegname \u2013 la ripetizione del \u201ctenone\u201d, l\u2019incastro \u201cmaschio\u201d tra due pezzi di legno \u2013 in un segno progettuale distintivo e in una modalit\u00e0 produttiva a basso budget e senza sprechi di materiale. Nei giorni del Salone, i progetti di Francesco Faccin girano anche da Alfamarmi, azienda napoletana specializzata nella lavorazione di marmi pregiati, e al Salone Satellite, dove \u00e8 esposta una casetta per apicoltura urbana realizzata da Riva1920.
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www.alfamarmi.it<\/a>
\n
www.riva1920.it<\/a><\/p>\n

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SENSEABLE LIGHT<\/strong>
\nUna vetrina interattiva capace di giocare con la luce: \u00e8 quanto propone il direttore del Senseable City Lab del MIT, Carlo Ratti, qui in veste di designer per il marchio Artemide. Le vetrine dello showroom di via Manzoni si trasformano in un media wall senza display. Protagonista, un braccio meccanico che ha il compito di riposizionare le sorgenti luminose, dando vita a figure sempre diverse. L\u2019installazione strizza l\u2019occhio al protagonismo del pixel nella cultura digitale, ma a conti fatti preferisce mettere da parte i riferimenti colti a favore di intrattenimento e spettacolarit\u00e0.
\nVia Manzoni 12
\n
www.artemide.com<\/a><\/p>\n

Pubblicato su Artribune Magazine #24 \u2013 Speciale Design e su Artribune.com<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"

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