{"id":3352,"date":"2014-10-12T12:29:22","date_gmt":"2014-10-12T12:29:22","guid":{"rendered":"https:\/\/giuliazappa.net\/artigiani-innovativi-la-via-italiana-alla-rivoluzione-maker\/"},"modified":"2014-10-12T12:29:22","modified_gmt":"2014-10-12T12:29:22","slug":"artigiani-innovativi-la-via-italiana-alla-rivoluzione-maker","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/giuliazappa.net\/en\/artigiani-innovativi-la-via-italiana-alla-rivoluzione-maker\/","title":{"rendered":"Artigiani Innovativi. La via italiana alla rivoluzione Maker"},"content":{"rendered":"

\u201cQual \u00e8 la vera Maker Faire europea?\u201d, ha chiesto Riccardo Luna dal palco della conferenza inaugurale della Maker Faire Rome a Dale Dougherty, fondatore della rivista Make e nume tutelare della rivoluzione degli artigiani digitali. \u201cQuella di Roma!\u201d, risponde lui, esitando un po\u2019. I numeri \u2013 90mila i biglietti staccati dal 3 al 5 ottobre \u2013 sembrano avergli dato ragione: chiunque si sia affacciato all\u2019Auditorium Parco della Musica ricorder\u00e0 sicuramente una partecipazione affollatissima e certamente inaspettata, purtroppo essa stessa ostacolo a una fruizione meditata delle \u201cinvenzioni\u201d in mostra.
\nL\u2019affermazione dell\u2019appuntamento romano \u00e8 senz\u2019altro un merito che dovremmo riconoscere a tutti i soggetti coinvolti, organizzatori, istituzioni e sponsor. Tutti sinergicamente reattivi, per una volta, nell\u2019investire in un movimento ad alto potenziale economico, lontano dalla logica delle Grandi Opere e sensibile al riscatto dei Neet (i giovani che non studiano n\u00e9 lavorano), e che allo stesso tempo ha bisogno di una leadership internazionale per poter trainare vendite ed export. Paradossalmente, per\u00f2, \u00e8 stata proprio la dimensione cosmopolita a essere lasciata in secondo piano in questa seconda edizione della Maker Faire Rome: pi\u00f9 che la rincorsa del modello americano, forte dei propri venture capitalist, dei propri guru e del proprio primato tecnologico, la MFR14 ha lavorato per dare spazio a una specificit\u00e0 territoriale, quella dell\u2019approccio italiano alla cultura dell\u2019\u201chomo faber\u201d e del connubio tra manifattura e design, valorizzandone le esperienze di maggior spessore.<\/p>\n

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La sezione Artigiani Innovativi, a cura di Stefano Micelli e Monica Scanu in collaborazione con CNA e Confartigianato, ha pi\u00f9 di altre approfondito quella che potremmo chiamare come una terza via italiana al fenomeno makers, e lo ha fatto mettendo in rete una serie di piccolissime e piccole imprese in bilico tra artigianato tradizionale e tecnologia. La mostra ha volutamente avvicinato realt\u00e0 apparentemente eterogenee: le biciclette antifurto di Milano Bike, gli occhiali stampati in 3d con accessori intercambiabili di Bijouets, le chitarre antiriverbero in alluminio di Noha Guitars, le borse e gli accessori di Mymantra realizzate in Ligneah (materiale ligneo dall\u2019elevata sostenibilit\u00e0 ambientale), fino al lampione autopulente di Limulux e ai droni industriali di SoLeon.<\/p>\n

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La sezione “Artigiani Innovativi” alla Maker Faire Rome 2014<\/figcaption><\/figure>\n

Il tutto per metterne in risalto un minimo comun denominatore: la tecnologia come vettore di un appeal ritrovato e un fatturato finalmente col segno pi\u00f9. E anche per raccontare, implicitamente, come questa straordinaria ondata di energia fattiva scaturisca prevalentemente da designer e architetti, interpreti sensibili della mediazione tra tecnica e cultura, e anagraficamente lontani dal mondo dei ventenni di cui cos\u00ec spesso si celebra il protagonismo nel campo dell\u2019innovazione.
\nFuori dai confini della mostra, questa terza via non ha smesso di offrire contributi significativi. Tra questi, alcuni riferimenti imprescindibili: Make in Italy, la grande retrospettiva sull\u2019informatica italiana curata dallo stesso Riccardo Luna insieme a Massimo Banzi; Mondopasta, food design sperimentale secondo la visione di alcuni tra i nostri migliori giovani progettisti (come Sironi+Tacchini o Lanzavecchia+Wai); e infine Tooteko, startup nata da in seno allo Iuav di Venezia per produrre modelli tattili di monumenti con audio incorporato destinati ai disabili visivi.
\n\u201cNon stiamo chiudendo la MKR14, stiamo gi\u00e0 aprendo quella del 2015\u201d, dice sempre Riccardo Luna in chiusura della manifestazione. Auguriamoci che la prossima possa essere ancora pi\u00f9 in grande: con uno spazio espositivo in grado di valorizzare di pi\u00f9 gli espositori in mostra, con un occhio di riguardo per ci\u00f2 che accade in Italia, ma senza mettere nell\u2019angolo tutto ci\u00f2 che succede all\u2019estero.<\/p>\n

Pubblicato su Artribune.com<\/a> il 12 ottobre 2014<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"

\u201cQual \u00e8 la vera Maker Faire europea?\u201d, ha chiesto Riccardo Luna dal palco della conferenza inaugurale della Maker Faire Rome a Dale Dougherty, fondatore della rivista Make e nume tutelare della rivoluzione degli artigiani digitali. \u201cQuella di Roma!\u201d, risponde lui, esitando un po\u2019. I numeri \u2013 90mila i biglietti staccati dal 3 al 5 ottobre … <\/p>\n