{"id":3366,"date":"2014-01-05T08:02:03","date_gmt":"2014-01-05T08:02:03","guid":{"rendered":"https:\/\/giuliazappa.net\/mgx-e-il-futuro-degli-oggetti\/"},"modified":"2014-01-05T08:02:03","modified_gmt":"2014-01-05T08:02:03","slug":"mgx-e-il-futuro-degli-oggetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/giuliazappa.net\/en\/mgx-e-il-futuro-degli-oggetti\/","title":{"rendered":"Mgx e il futuro degli oggetti"},"content":{"rendered":"<p><strong>Questa rubrica avr\u00e0 ancora occasione di esistere tra dieci o vent\u2019anni? Al di l\u00e0 delle fortune del nostro giornale, i fanatici della personal fabrication sostengono di no.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019esistenza stessa delle aziende manifatturiere potrebbe essere messa in crisi dalla diffusione dei FabLab e dalla possibilit\u00e0 di realizzare noi stessi i nostri oggetti personali, grazie al ricorso \u2013 tra gli altri \u2013 a una stampante 3d. Impossibile, al momento, stabilire se lo scenario \u00e8 avventato o se la possibilit\u00e0 di passare dai byte di un file 3d agli atomi di un qualsiasi artefatto escluder\u00e0 i protagonisti dell\u2019economia reale cos\u00ec come li abbiamo conosciuti finora.<br \/>\nNel frattempo, a crescere a ritmi vertiginosi \u00e8 un\u2019azienda che prima degli altri ha fatto della stampa 3d il proprio cavallo di battaglia. Stiamo parlando di MGX, costola design-oriented della corporation belga Materialise, specializzata nella prototipazione rapida per stereolitografia e Selective Laser Sintering nei campi del design e del fashion in senso lato.<\/p>\n<figure id=\"attachment_736\" aria-describedby=\"caption-attachment-736\" style=\"width: 480px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/giuliazappa.net\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Oneshot_HR_001-480x480.jpg\" alt=\"\" width=\"480\" height=\"480\" class=\"size-full wp-image-736\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-736\" class=\"wp-caption-text\">One Shot di Patrick Jouin per MGX by Materialise<\/figcaption><\/figure>\n<p>Arredo, abbigliamento, gioielleria e architettura di interni: non c\u2019\u00e8 settore con cui MGX non si sia confrontata per ripensare la configurazione formale di tipologie di oggetti che davamo per assodati. E se la grande massa di consumatori \u00e8 ancora inconsapevole di questo fermento, i grandi musei di design hanno gi\u00e0 cominciato a fiutare la novit\u00e0: non certo in veste di novelli produttori on demand (magari per il loro shop?), quanto pi\u00f9 tradizionalmente in qualit\u00e0 di collezionisti di queste nuove avanguardie.<\/p>\n<p><em>Pubblicato su Artribune Magazine #15 e su <a href=\"http:\/\/www.artribune.com\/progettazione\/design\/2014\/01\/mgx-e-il-futuro-degli-oggetti\/\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\">Artribune.com<\/a> il 5 gennaio 2014<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa rubrica avr\u00e0 ancora occasione di esistere tra dieci o vent\u2019anni? Al di l\u00e0 delle fortune del nostro giornale, i fanatici della personal fabrication sostengono di no. 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