{"id":3370,"date":"2013-06-04T09:48:54","date_gmt":"2013-06-04T09:48:54","guid":{"rendered":"https:\/\/giuliazappa.net\/milano-roma-secondome-riparte-da-unanalogia\/"},"modified":"2013-06-04T09:48:54","modified_gmt":"2013-06-04T09:48:54","slug":"milano-roma-secondome-riparte-da-unanalogia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/giuliazappa.net\/en\/milano-roma-secondome-riparte-da-unanalogia\/","title":{"rendered":"Milano-Roma, Secondome riparte da un\u2019Analogia"},"content":{"rendered":"
Un nuovo spazio e una proposta da ricondividere per Claudia Pignatale, gallerista ed evangelist romana del design limited edition. Una intervista che parte dal presente per scoprire \u00e0 rebours anche qualcosa sullo scorso Salone.<\/strong><\/p>\n Milano, tirato il fiato dopo l\u2019ultimo Salone del Mobile, edizione meno avvincente, ma pur sempre ad alto tasso di coinvolgimento, gli addetti al settore si rimettono in movimento. Riprendendo il filo delle attivit\u00e0 attraverso un\u2019operazione di ricondivisione delle migliori proposte avvistate. L\u2019obiettivo? Dare nuova visibilit\u00e0 a quei lavori che rischiano altrimenti un\u2019obsolescenza troppo rapida. Com\u2019\u00e8 andata l\u2019edizione 2013 del Salone del Mobile? <\/strong> La collettiva Juice si \u00e8 presentata come una selezione di Fresh Design: in un mondo dove l\u2019offerta di mobili supera la domanda, quali sono le prerogative di freschezza per il progetto d\u2019arredo?<\/strong> Francois Xavier Ballery, Giuliano Ricciardi, Zaven, Sam Baron, Nigel Coates, Xavier Lust: sulla base di quali presupposti selezioni i designer delle edizioni Secondome? Vedi dei punti di contatto tra i designer della tua scuderia?<\/strong> La crisi ha modificato l\u2019interesse dei tuoi clienti e collezionisti per il design tipicamente industriale e seriale? Come va invece per il settore limited edition?<\/strong> La qualit\u00e0 assoluta, dei materiali come della manifattura, sta sicuramente alla base del design da collezione. Come editrice di design come ti affacci al fenomeno dei makers e della stampa 3d? Pensi che possano esistere dei canali di comunicazione tra questi due mondi?<\/strong>
\nTra gli operatori riemersi c\u2019\u00e8 anche Claudia Pignatale, fondatrice e art director di Secondome, galleria romana di design limited edition ed editrice di collezioni -come Cut and Paste di Kiki van Eijk, ma anche alla lunga serie di vetri in collaborazione con Fabrica \u2013 fortemente orientata alla contaminazione delle tipologie. Una realt\u00e0 preziosa per il territorio in cui opera, perch\u00e9 capace di fecondare una citt\u00e0 tradizionalmente poco sensibile ai fermenti del progetto contemporaneo, e allo stesso tempo di farsi promotore ed esportatore.
\nA Milano abbiamo visto i nuovi lavori di Secondome all\u2019interno della collettiva Juice, la vetrina del \u201cdesign fresco\u201d curata da Cristina Morozzi, Michela Pelizzari e Federica Sala, ensemble di lavori eterogenei, che ha trovato il proprio minimo comune multiplo nella piccola dimensione degli attori coinvolti e nello spirito di ricerca, formale e allo stesso tempo produttivo.
\nLa novit\u00e0 capitolina, per\u00f2, adesso \u00e8 un\u2019altra. Un nuovo spazio, fuori dal distretto vetrina del centro, che predilige il gusto industriale di un loft, ubicato in un angolo di Trastevere lontano dal via vai turistico. A inaugurare il cambio di sede \u00e8 The Analogia Project: un duo, composto da Andrea Mancuso ed Emilia Serra, attento a un\u2019indagine sempre evocativa sul valore di confine tra industria e artigianato.
\nIn uno scambio informale con Claudia Pignatale, abbiamo raccolto il suo punto di vista sull\u2019attivit\u00e0 di Secondome: uno spaccato sulle attivit\u00e0 della galleria, certo, che si trasforma in un indicatore ben pi\u00f9 ampio sul mercato e le sue altalenanti dinamiche negli anni della crisi.<\/p>\n
\nIl Salone \u00e8 sicuramente l\u2019evento di comunicazione del design, tutta la stampa internazionale fa tappa a Milano. Il business \u00e8 variabile\u2026<\/p>\n
\nJuice ha provato a mettere insieme editori sui generis come noi, giovani designer che si autoproducono, limited edition. Oggi \u00e8 importante avere un\u2019idea di qualit\u00e0 che si stacchi dai prodotti gi\u00e0 esistenti. Questa \u00e8 la sfida.<\/p>\n
\nCerco di lavorare con persone che mi piacciono e che sono nel mood di Secondome. Il comune denominatore di molti di questi designer \u00e8 che sono quasi tutti under 40, con idee innovative. Mi piace raccontare delle storie attraverso gli oggetti. Poi c\u2019\u00e8 l\u2019eccezione che conferma la regola, Nigel Coates, un over 40 con un tratto fresco e geniale.<\/p>\n
\nSicuramente i collezionisti di limited edition hanno sofferto poco la crisi, ma dato il momento in molti sono stati a guardare. Il prodotto industriale e seriale ha sofferto di pi\u00f9. Oggi siamo abituati a un prodotto cotto e mangiato, siamo invasi e ubriachi di prodotti\u2026 anche quando compra un prodotto seriale, il collezionista compra un prodotto ricercato.<\/p>\n
\nSiamo stati tra i primi a credere nei makers, la nostra galleria da sempre promuove gli autoproduttori, il fenomeno \u00e8 nato in Italia e si \u00e8 allargato poi ad altri paesi. Oggi molti designer imparano a fare oltre che a disegnare e questo \u00e8 un insegnamento che viene da lontano dai maestri, dalla storia del design, da cui parte e si evolve. La stampa 3d ha rivoluzionato un processo produttivo, e si interfaccia con il design in maniera intelligente. Grazie alla tecnologia e a questa tecnologia in particolare sono possibili tantissimi nuovi progetti.<\/p>\n