{"id":3381,"date":"2012-04-19T10:20:59","date_gmt":"2012-04-19T10:20:59","guid":{"rendered":"https:\/\/giuliazappa.net\/temporaneo-come-un-museo\/"},"modified":"2012-04-19T10:20:59","modified_gmt":"2012-04-19T10:20:59","slug":"temporaneo-come-un-museo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/giuliazappa.net\/en\/temporaneo-come-un-museo\/","title":{"rendered":"Temporaneo. Come un museo?"},"content":{"rendered":"\n<p><p>Lei \u00e8 l\u2019inventrice di Zona Tortona, colei che pi\u00f9 ci ha creduto con il suo Superstudio Pi\u00f9. Quel complesso che nel giro di pochi anni ha reso la zona una delle pi\u00f9 fervide, che si tratti di settimana della moda, di Fuori Salone o di eventi artistici (dalla Affordable Art Fair a (Con)temporaryart). Lui, beh, lui \u00e8 il signor Cappellini, che poi si occupa anche di Alcantara, giusto per fare un nome. Insieme hanno ideato il Temporary Museum.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1018\" aria-describedby=\"caption-attachment-1018\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1018 size-large\" src=\"https:\/\/giuliazappa.net\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/cappellini-borioli--1024x710.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"710\"><figcaption id=\"caption-attachment-1018\" class=\"wp-caption-text\">Gisella Borioli e Giulio Cappellini &#8211; Temporary museum for New Design &#8211; Salone del Mobile 2012<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Telling a Story&nbsp;<\/em><\/strong><strong>\u00e8 il tema guida dell\u2019edizione 2012 del Temporary Museum: la dimensione narrativa \u00e8 forse sempre pi\u00f9 importante nel mondo del design?<br><\/strong>Gisella Borioli: Dietro ogni oggetto c\u2019\u00e8 una storia, come dietro ogni persona e ogni scelta. \u00c8 una dimensione \u201cculturale\u201d che aggiunge valore a ogni prodotto: il design, cos\u00ec ricco di ricerca e motivazioni, merita che gli sia riconosciuto tutto questo.<br>Giulio Cappellini: Tutto ci\u00f2 che ci circonda, dall\u2019oggetto pi\u00f9 banale all\u2019oggetto pi\u00f9 gridato, \u00e8 design. Il compito dei designer non \u00e8 solo creare prodotti utili, ma anche far sognare la gente, raccontando storie fatte di forme, sensazioni, materie che possono entrare a far parte del nostro abitare quotidiano.<\/p>\n\n\n\n<p><p><strong>Siete stati i primi a importare la formula di un\u2019esposizione museale in un ambito (para)fieristico.<br><\/strong>G B.: Il Fuori Salone stava diventando un evento puramente commerciale o promozionale, perdendo la sua carica innovativa. Cos\u00ec ho voluto ricreare la stessa atmosfera che si respira nei musei contemporanei o nelle gallerie d\u2019arte. La prima cosa che ho fatto \u00e8 di chiudere tutti in \u201cgallery\u201d, non stand, senza loghi esterni, ma solo il nome del brand e il titolo del progetto, tutti pari e uguali.<br>G. C.: La qualit\u00e0 delle presentazioni, rigidamente selezionate, \u00e8 sempre stata alla base della nostra attivit\u00e0 curatoriale e ci\u00f2 ha dato sempre pi\u00f9 visibilit\u00e0 al Temporary Museum di Superstudiopi\u00f9 nella densa serie di presentazioni della design week milanese. Oggi pi\u00f9 che mai va difesa con forza questa unicit\u00e0, magari rinunciando ad alcuni espositori, ma riteniamo che elevare sempre pi\u00f9 la qualit\u00e0 sia l\u2019unico modo per confrontarsi con un palcoscenico sempre pi\u00f9 internazionale.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1019\" aria-describedby=\"caption-attachment-1019\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1019 size-large\" src=\"https:\/\/giuliazappa.net\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/NENDO-growing_vases-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"683\"><figcaption id=\"caption-attachment-1019\" class=\"wp-caption-text\">Nendo &#8211; Growing Bases &#8211; Temporary Museum for New Design<\/figcaption><\/figure><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quali i nomi e i fenomeni da tenere sott\u2019occhio quest\u2019anno a Superstudio?<br><\/strong>G B.: Sar\u00e0 molto interessante vedere come la tecnologia emozionale interagisce col design. Ci sar\u00e0 una forte presenza di art-design e installazioni. Avremo un Temporary Shop con i primi prodotti della Superstudio Collection, una vip lounge per gli incontri professionali, numerose mostre ospitate gratuitamente e curate da Superstudio: le fotografie di Giovanna Vitale, i disegni in omaggio a Sottsass di Fabrizio Sclavi, i pezzi ricavati da scarti industriali di Luca Gnizio, le sedute-scultura di Piotr Welniak e Michal Bartkowiak, l\u2019installazione dei&nbsp;<em>Musei di Carta<\/em>&nbsp;di Aliantedizioni, con la proposta di oggetti studiati per gli shop dei musei italiani e altro ancora.<br>G. C.: L\u2019immaterialit\u00e0 delle presentazioni sar\u00e0 spesso declinata in modi differenti. Oltre alla mostra dedicata al gruppo giapponese Nendo, vera star pluripremiata del design contemporaneo, ci saranno grandi spazi dedicati a giovani designer emergenti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come giudicate la proliferazione di eventi e distretti nel Fuori Salone? La design week \u00e8 a rischio di&nbsp;<em>information overload<\/em>?<br><\/strong>G B.: Non posso che leggervi il segno del successo di questo settore che ha trovato a Milano la sua capitale. Le buone idee trovano sempre posto: dobbiamo continuare ad averne.<br>G. C.: Dobbiamo per\u00f2 pensare che spesso la permanenza dei visitatori, ridotta per il problema del costo degli alberghi, tende a privilegiare le aree pi\u00f9 consolidate e dove storicamente si possono trovare i progetti migliori. Ancora una volta dobbiamo puntare sulla qualit\u00e0, mentre la citt\u00e0 deve rispondere alle esigenze del pubblico con i giusti servizi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>C\u2019\u00e8 un vuoto, oggi, nell\u2019offerta della cultura del progetto a Milano, anche rispetto a quanto avviene all\u2019estero?<br><\/strong>G B.: Penso che sia arrivato il momento di colmare il gap tra arte e design, visto che il fenomeno delle limited edition o addirittura dei pezzi unici a forte contenuto artistico \u00e8 in crescita. Non \u00e8 pi\u00f9 solo la riproducibilit\u00e0 industriale a indirizzare la ricerca del design, occorre tener conto dell\u2019individualismo. Io stessa, l\u2019anno prossimo, credo dedicher\u00f2 lo spazio pi\u00f9 contenuto del Superstudio 13 a ospitare unicamente art-design. So di altre iniziative in progress a Milano. Vedremo\u2026<br>G. C.: Il limite di Milano \u00e8 che si parla di cultura di progetto principalmente durante la design week. Bisognerebbe diluire anche durante l\u2019anno altri eventi legati al mondo del progetto in senso lato, dall\u2019arte al design, raccontando questo cammino in modo chiaro, preciso e facilmente comprensibile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lei \u00e8 l\u2019inventrice di Zona Tortona, colei che pi\u00f9 ci ha creduto con il suo Superstudio Pi\u00f9. Quel complesso che nel giro di pochi anni ha reso la zona una delle pi\u00f9 fervide, che si tratti di settimana della moda, di Fuori Salone o di eventi artistici (dalla Affordable Art Fair a (Con)temporaryart). Lui, beh, &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/giuliazappa.net\/en\/temporaneo-come-un-museo\/\" class=\"more-link\">Read more<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Temporaneo. 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