{"id":3393,"date":"2010-03-10T14:01:33","date_gmt":"2010-03-10T14:01:33","guid":{"rendered":"https:\/\/giuliazappa.net\/la-substance-du-design-patrick-jouin\/"},"modified":"2010-03-10T14:01:33","modified_gmt":"2010-03-10T14:01:33","slug":"la-substance-du-design-patrick-jouin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/giuliazappa.net\/en\/la-substance-du-design-patrick-jouin\/","title":{"rendered":"La Substance du Design: Patrick Jouin"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Una personale nel tempio dell\u2019arte parigino. Una personale per il designer che ha contribuito a cambiare l\u2019idea di mobilit\u00e0 metropolitana. \u00c8 lui, allievo di Starck, che ha disegnato il V\u00e9lib, le biciclette che hanno invaso Parigi. Mentre l\u2019Italia qualche passo in direzione della civilt\u00e0 lo sta facendo..<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Rarement on dessine pour soi<\/em>&#8220;, dice&nbsp;<strong>Patrick Jouin<\/strong>&nbsp;(Nantes, 1967; vive a Parigi) dei propri lavori, esposti al Pompidou in una personale dal titolo&nbsp;<em>La Substance du Design<\/em>. La ricostruzione di una carriera precoce, che il tempio della cultura francese mette in scena attraverso un work in progress fatto di schizzi, prototipi e prodotti, ha un po\u2019 il sapore della consacrazione: Jouin rappresenta infatti uno degli esponenti di punta del design d\u2019oltralpe, espressione di un ricambio generazionale che negli ultimi anni sembra contribuire con particolare generosit\u00e0 alla scena europea della disciplina.<br>Il &#8220;<em>petit enfant de Starck<\/em>&#8221; (Cassagnau), il celebre padre putativo di cui condivide, insieme a&nbsp;<strong>Matali Crasset<\/strong>,&nbsp;<strong>Jean-Marie Massaud<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Mathilde Bretillot<\/strong>, lo status di epigono, \u00e8 da tempo nelle condizioni di camminare sulle proprie gambe.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/giuliazappa.net\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/solid_patrick_join.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1075\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Solid chair, Patrick Jouin<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Due le cifre della raggiunta maturit\u00e0: l&#8217;estraneit\u00e0 da ogni tentazione narcisistica, lontana dai fasti celebrativi delle design star, e la valorizzazione della relazione umana come fine ultimo della progettazione, a vantaggio di un\u2019attivit\u00e0 progettuale sempre orientata al problem solving e mai relegata a un mero fenomeno di moda.<br>Approccio esemplificato dagli oggetti esposti, che raccontano una metodologia capace di rapportarsi con la medesima elasticit\u00e0 alla produzione di massa, alla serie limitata, al lusso e alla sperimentazione tout court. Costruendo sempre relazioni privilegiate con la committenza e, auspicabilmente, con l&#8217;utente finale. Molti i pezzi di interesse, tra cui la sedia&nbsp;<em>Thalja<\/em>, prodotta da Kartell nel 2009 dopo due anni di messa a punto della tecnica dell\u2019iniezione a gas, qui utilizzata per la prima volta, e la linea&nbsp;<em>Solid<\/em>(Materialise, 2004), una serie di sedute monoblocco ottenute dalla sperimentazione di tecniche di prototipazione rapida dove la resina liquida viene polimerizzata attraverso il laser.<br>Numerosi, ancora, i progetti sviluppati in collaborazione con il mondo dell\u2019enogastronomia: non manca la ricerca formale votata alla tavola di alta classe, come nel caso del servizio di posate&nbsp;<em>Zermatt<\/em>&nbsp;per Puiforcat (2010), o il celebre&nbsp;<em>Pastapot<\/em>&nbsp;di Alessi (2007), la pentola per la cottura della pasta sviluppata in collaborazione con Alain Ducasse, partner di progetto anche nella realizzazione degli arredi e degli interior per il ristorante Jules Vernes, al secondo piano della Tour Eiffel, e per l\u2019hotel Plaza Ath\u00e9n\u00e9e, gi\u00e0 icona di mondanit\u00e0 e raffinatezza parigine.<br><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/giuliazappa.net\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/pasta-pot-ptrick-jouin-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1076\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Pasta Pot, Patrick Jouin, Alessi<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Peccato, forse, che tra pezzi illustri e prototipi sperimentali a mancare sia proprio l&#8217;oggetto di culto che pi\u00f9 degli altri ha esteso il senso di buona relazione a una dimensione pi\u00f9 vasta, quella urbana. Per vederlo, non resta che uscire dal museo: girato l&#8217;angolo per rue du&nbsp;<em>Clo\u00eetre-Saint-Merri<\/em>, sar\u00e0 la pi\u00f9 vicina stazione di&nbsp;<em>V\u00e9lib<\/em>, la bicicletta pubblica che circola in migliaia di esemplari per le strade di Parigi, a raccontarci del progetto che ha fatto della mobilit\u00e0 francese un nuovo paradigma da imitare.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Pubblicato su <\/em><a href=\"http:\/\/www.exibart.com\/notizia.asp?IDCategoria=217&amp;IDNotizia=31239\"><em>Exibart<\/em><\/a><em> il 10 marzo 2010<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una personale nel tempio dell\u2019arte parigino. Una personale per il designer che ha contribuito a cambiare l\u2019idea di mobilit\u00e0 metropolitana. \u00c8 lui, allievo di Starck, che ha disegnato il V\u00e9lib, le biciclette che hanno invaso Parigi. Mentre l\u2019Italia qualche passo in direzione della civilt\u00e0 lo sta facendo.. Rarement on dessine pour soi&#8220;, dice&nbsp;Patrick Jouin&nbsp;(Nantes, 1967; &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/giuliazappa.net\/en\/la-substance-du-design-patrick-jouin\/\" class=\"more-link\">Read more<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;La Substance du Design: Patrick Jouin&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2517,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_seopress_robots_primary_cat":"","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":"","_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"footnotes":""},"categories":[283],"tags":[],"class_list":["post-3393","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-reviews"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/giuliazappa.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3393","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/giuliazappa.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/giuliazappa.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/giuliazappa.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/giuliazappa.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3393"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/giuliazappa.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3393\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/giuliazappa.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2517"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/giuliazappa.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3393"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/giuliazappa.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3393"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/giuliazappa.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3393"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}