Il rigore come opportunità

Non è da tutti incarnare uno Zeitgeist. Chi ci prova, magari attraverso il lancio di un nuovo marchio, rinuncia forse all’espressione di una personalità individuale per farsi interprete di un’affermazione politica su quali siano le giuste coordinate per animare – o rianimare, visti i tempi – una società stanca che vuole guardare altrove. Prendiamo Discipline, il nuovo brand di Renato Preti che ha debuttato durante l’ultimo Salone del Mobile di Milano. In questo caso il mantra è: basta con un design inopportunamente costoso, basta con il “famolo strano” che è solo capriccio effimero e gusto da nuovi ricchi.
Tornare al buon design significa (ri)affermare una disciplina, da applicare con fermezza ai valori del nostro tempo: sostenibilità, non solo di materiali naturali e chilometro zero, ma anche di lunga durata degli oggetti; semplicità delle forme e degli usi, senza moralismi autopunitivi, bensì con un’iniezione decisa di calore domestico e attenzione al dettaglio.
Il tutto strizzando l’occhio a quelle che sono le leve commerciali del momento: una brand identity molto netta, impossibile da equivocare con altri operatori sul mercato; un utente da fidelizzare grazie a una proposta diversificata nelle taglie e nei prezzi, dall’arredo importante al piccolo complemento; una vendita multicanale che punta molto su Internet, senza tuttavia rinunciare alla distribuzione tradizionale per affermare la propria fisicità.
Che l’equazione fra crisi e opportunità si dimostri in questo caso efficace per rinnovare i linguaggi e rilanciare i consumi?

Pubblicato su Artribune Magazine #10 e su Artribune.com il 10 febbraio 2013

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